Il web design è strano

Agosto 2022

Sembra un lavoro molto facile, sembra che lo sappiano fare tutti, a giudicare dalla quantità di agenzie e freelancer che fanno ste cose. Ci sono centinaia di attività del genere solo in provincia di Bologna. È diventato più facile trovare un web designer che un muratore. Se poi ne stai cercando uno bravo, auguri. Noi profani, che non abbiamo studiato la teoria del cemento, che non sappiamo distinguere l’intonaco dalla vernice, dobbiamo fidarci. Il passaparola aiuta sempre, mio cugino ha dovuto rifare l’impianto elettrico e ha trovato questo tizio, tramite un collega, che ha fatto un bel lavoro. Adesso è tutto a norma, e non si apre più il cancello quando accende le luci in cucina. Per contro, l’ultimo elettricista con quale ho scambiato due chiacchiere confondeva la tecnologia 5G (che sta per quinta generazione) con 5GHz, che è una misura della frequenza, sostenendo che fossero la stessa cosa. Inutile dire che questo tipo non mi ha fatto una gran bella impressione, e sarà molto difficile che decida di fargli mettere le mani sul mio impianto.

Se il mercato saturo di professionisti improvvisati, se così possiamo chiamarli, diventa davvero un casino capire come scegliere quello giusto. Forse però esiste un modo.

Torniamo al punto fondamentale: sembra così facile che chiunque può costruirsi il proprio sito, o ancora peggio il proprio e-commerce, usando strumenti e servizi che funzionano benissimo.. fino al momento in cui non funzionano più. Assurdità come Wix o Shopify, cose che secondo me non dovrebbero nemmeno essere prese in considerazione, attirano troppe persone con la promessa di rendere facile un processo che non lo è per niente, in cambio di pubblicità o di una percentuale sugli acquisti, pochi spiccioli. Questi metodi fai da te convincono chi vuole vendere online a non pagare un professionista per costruire un sito. Ci si può arrangiare, e quando non ci si sa arrangiare viene pagato un quasi-professionista per aprire un e-commerce con Shopify. Ma nemmeno lui è un professionista.

Decidere a chi rivolgersi, per chi si deve aprire il portafogli, diventa spesso solo una questione di soldi. Non si hanno le competenze per capire come funzionano ste cose, a quel punto è facilissimo dare soldi a chi ne chiede meno. Ho visto agenzie proporre 5 (cinque) siti a 500 euro. Non uno, cinque. Io non accendo nemmeno il computer per 500 euro. Questi non li batti certo sul prezzo, questi li batti con la professionalità, perché non ne hanno. Zero. Hanno aperto un’azienda che funziona utilizzando strumenti trovati per terra, coi quali creano siti tutti uguali, letteralmente. Hanno lavorato mezza giornata nel 2016 ed ora propongono la stessa identica cosa a tutti. L’idea è diabolica, fa risparmiare un sacco di tempo a loro, e un sacco do soldi ai loro clienti, a cui importa poco di tutto quello che non è ‘voglio il sito’.

Avere un sito sembra obbligatorio, diciamo pure che lo sia. Non è obbligatorio che sia io a farlo, quello che importa è che chiunque ve lo costruisca sappia quello che sta facendo. Si può capire se abbiamo davanti un professionista. Poi possiamo decidere che non ci serve, che vogliamo fare da soli o che pagheremo il figlio del nostro amico che per coincidenza ha un computer, e che ha scaricato due programmi a scrocco, e che guarda caso costa pochissimo.

Ogni mestiere richiede gli strumenti giusti, e richiede esperienza. Se il nostro elettricista salda i cavi con lo sputo e ci dice che la saldatura reggerà per almeno trent’anni, qualche perplessità ci viene. O ci prende per il culo, o non sa quello che sta facendo. Ci verrebbe qualche perplessità anche nel vedere un giocatore di tennis che usa una mazza da golf invece della racchetta, o nel vedere un pilota di formula uno scendere in pista su un cavallo. Il web design non è diverso, il web design è qualcosa (testo, immagini) dentro a delle scatole, che sono dentro ad altre scatole, che possiamo spostare e colorare come ci pare. Il fatto che non tutti conoscano come funziona, o cosa serva per far funzionare le cose, non è un dramma. Dobbiamo solo trovare uno che lo sappia.

Il parallelo con le scatole calza a pennello, ma può risultare molto astratto. Facciamo finta che vogliate una casa, una casa nuova. Avete comprato il terreno e ci potete fare quello che volete. Ora bisogna costruire, e la figura professionale incaricata la chiameremo costruttore, che nel nostro caso include un architetto, un geometra, un muratore, un idraulico, un elettricista, e chissà quante altre persone. Un po’ come un’impresa di costruzioni, che però vi consegna la casa con i mobili e gli elettrodomestici e tutto il resto. Capiamo se il costruttore che vi ha mandato il preventivo sa quello che sta facendo, se è un professionista o un dilettante, senza dover diventare professionisti noi stessi.

La prima domanda che dovete fare al vostro costruttore è: posso avere una stanza vuota?

Vuota significa senza rivestimento sul pavimento, senza prese di corrente, senza una finestra, senza nessun colore applicato alle pareti. Vuota, grezza. Solo i muri. Qualsiasi risposta diversa da SI, significa che il costruttore è un dilettante. Se vi dice che dovete per forza scegliere il colore dei muri, o che per forza deve mettere una presa di corrente sulla parete nord, buttate il suo preventivo. Se poi vi dice che ha trenta diversi modelli di stanze prefabbricate tra cui scegliere, e che dovete scegliere solo uno di quei trenta modelli, denunciatelo.

Ora, potreste anche dirmi che una stanza vuota in casa vostra non vi serve, ma l’impossibilità di averne una, e di farci quello che volete, decidere qualsiasi aspetto di quella stanza, e quindi di tutte le altre, significa che questo costruttore sta sbagliando qualcosa. Significa che nessuna stanza avrà la possibilità di essere pensata da zero, con le prese di corrente dove pare a voi, col colore delle pareti che vi piace. Non devono esserci vincoli oltre a quelli strutturali, l’unica cosa indispensabile è che i muri stiano in piedi.

Potreste anche dirmi che è più facile scegliere tra un numero limitato di opzioni, piuttosto che avere davanti una tela bianca. Potreste aver ragione, ma se quella scelta vi impedisce qualsiasi cambiamento domani, qualsiasi miglioramento, quella scelta si rivelerà una scelta sbagliata.

Applichiamo il concetto al web design: la stanza non per forza è una pagina; può esserlo, ma può anche essere solo una parte di una essa. Un’area vuota della quale possiamo decidere tutto. Il colore o la dimensione, o i contenuti e come questi debbano essere organizzati, e in ultima analisi anche della sua stessa esistenza. Se il vostro costruttore vi dice che non può mettere da nessuna parte un’area vuota, vi sta dicendo che non potete decidere niente. Cercatene un altro.

La seconda domanda che dovete fare al vostro costruttore è: quali sono i materiali che usi per costruire la mia casa?

Questo comprende tantissimi aspetti e tantissime applicazioni diverse nel nostro esempio della casa, cerchiamo di semplificare. Un elettricista userà fili di rame, è così che sono fatti i cavi elettrici. Il tetto in amianto non sarebbe una buona idea. Muri portanti in cartongesso, altra pessima idea. Ovviamente dobbiamo avere un minimo di conoscenza per poter giudicare la qualità dei materiali, ma si presuppone che un professionista sappia, caso per caso, cosa serve. Purtroppo non è così. Dico meglio: molti professionisti non sono in realtà professionisti, quindi non sanno quale sia il materiale o lo strumento giusto. Piantereste un chiodo con una forchetta?

Non ho la presunzione di conoscere tutti gli strumenti esistenti quando si parla del mio lavoro, ne escono di nuovi ogni settimana. Conosco benissimo un numero relativamente limitato di strumenti che utilizzo, e che ho scelto per la flessibilità e la solidità. Un paio di consigli posso darveli.

Nemmeno da prendere in considerazione:

Il costruttore dice che utilizza SquareSpace: ditegli che dovrebbe cambiare lavoro, è una cosa che potete fare da soli.

Il costruttore dice che utilizza Wix: ditegli che dovrebbe cambiare lavoro in fretta. Non solo siete in grado di arrangiarvi, di sicuro non scegliereste Wix.

Il costruttore dice che utilizza Shopify: ditegli che dovrebbe cercarsi un lavoro.

Il costruttore dice che utilizza WordPress con Divi o con Elementor o con VisualComposer o con BeaverBuilder o con Brakdance o con altre cose strane: male, scartato. Sta costruendo la vostra casa con fango e sterpaglie. Durante una tempesta. Aggiungere o cambiare alcune cose, domani, potrebbe diventare molto problematico. Questi sono esattamente i professionisti da evitare, perché sono dilettanti. E non lo sanno. E se lo sanno vi stanno inculando.

Ci siamo quasi:

Il costruttore dice che scrive lui tutto il codice da zero: bene, bravo, ma buona fortuna. Potrebbe essere necessario rimetterci le mani. Assicuratevi che abbia lavorato, e che attualmente lavori, per aziende enormi. Tipo Amazon, per intenderci.

Il costruttore dice che usa Webflow: bene, grande strumento! Abbiate sempre l’accortezza di vedere su cosa ha lavorato prima.

Il costruttore dice che utilizza WordPress: ottima partenza, base solida e un’infinità di possibili applicazioni.

Il costruttore dice che utilizza WordPress con temi fatti da altri, gratis o a pagamento: malino, ma dategli 100 euri e in due giorni avete il sito pronto. Sarà uguale ad altre migliaia di siti, potrete cambiare pochissimo rispetto alla base di partenza, ma avrete speso niente. Auguri quando il tema sarà da aggiornare.

Eccoci qui:

Il costruttore dice che utilizza WordPress con Oxygen o con Bricks: ottimo e abbondante. Pagatelo bene. Farà il sito che volete esattamente come lo volete, probabilmente meglio. Se domani vorrete cambiare qualcosa sarà questione di un minuto.

Non voglio analizzare nel dettaglio tutti gli orrendi strumenti che molti usano, fatevi le vostre ricerche se vi interessa. Secondo me hanno mancanze così grosse, o comportamenti così stupidi, da renderli semplicemente inutili. Ad altri possono andare bene, voglio dire, arrivare in Sardegna a nuoto è probabilmente fattibile, con qualche aiuto. Io preferisco la nave. Preferisco strumenti che mi consentano di costruire siti scalabili, dinamici, e facili da mantenere, il che rende facile la mia vita e quella dei miei clienti. Per onor di cronaca, ma non vi interessa, questi attrezzi non hanno (o hanno una pessima implementazione) delle cose che considero le basi: div, classi e sudo, codice pulito che significa un sito veloce, accesso al codice e creazione nuovi CSS, esecuzione di codice PHP o JavaScript o shortcode, impedire o meno al cliente di mettere le mani in punti sensibili, srcset, accessibilità, Flexbox e CSS Grid, query loop, template, elementi riutilizzabili, condizioni, dati dinamici, tag e attributi HTML, variabili.

La terza domanda che dovete fare al vostro costruttore è: i miei amici la trovano la porta di ingresso?

Tradotto, quanto è facile per i miei ospiti entrare? Oppure, quanto è facile per me trovare una lampadina di ricambio? Chi entra in casa nostra non dovrebbe preoccuparsi di cercare l’ingresso, dovrebbe essere evidente e in un punto riconoscibile. E per noi deve essere immediato cambiare una lampadina senza dover leggere dei manuali, munirci di attrezzi strani e comprare degli adattatori. Al nostro amico costruttore dobbiamo chiedere quanto tutto questo sia standard.

Un sito deve poter essere navigabile da qualsiasi dispositivo capace di farcelo fare oggi, non ci deve chiedere di scaricare Chrome se non lo stiamo usando perché altrimenti non funziona bene, e deve presentarsi nella maniera corretta indipendentemente dalla dimensione e dalla risoluzione del nostro schermo. E come proprietari, come gestori, dobbiamo essere certi che se qualcosa non va, o deve essere cambiato, non servano ore e non serva uno specialista. Anche nel caso in cui la gestione sia delegata a terzi, o a chi ci ha fatto il sito, deve essere semplice e veloce aggiornarlo, aggiungere funzionalità, cambiare una parola in una pagina. Se non abbiamo tempo o voglia di imparare ad amministrare il nostro sito, è comunque fondamentale che chiunque lo farà potrà farlo senza una laurea. A volte è un costo in più, ma come si dice.. chi più spende meno spende.

Non ho niente contro i dilettanti. Io stesso sono un dilettante in un’infinità di ambiti. Questi ambiti, però, sono i miei hobby, e non mi presento al mondo dicendo che sono un falegname quando ho montato tre mobili dell’IKEA, non prendo bei soldini per costruire la libreria dei tuoi sogni perché non so farlo, sono un dilettante, e sarebbe disonesto farti credere il contrario. 6 professionisti su 10 vendono la libreria dell’IKEA dopo averla dipinta come piace al loro cliente, e se la fanno pagare come una scultura di Donatello. 3 su 10 vendono la libreria dell’IKEA e se la fanno pagare poco perché la fanno montare ad altri, sono negozianti travestiti da falegnami. 1 su 10 sa come costruire una libreria da un tronco di legno.

9 su 10 sono dilettanti. Per favore, stateci attenti.

Il web design è strano. Quello buono è custom, e costa.

sta roba è

ISCRIVITI AL BLOG

Nanni Claudio
via G. Sozzi, 15
40033
Casalecchio di Reno
Bologna
3497787430
C.F. NNNCLD79M15A944Y
P.IVA 03594351201