Serve una Mano? - Ristorante IZUMI

Marzo 2021

Seconda puntata di SERVE UNA MANO?

Come anticipato parliamo di cibo cinese, anche se in realtà la definizione è riduttiva.

Izumi è un ristorante Asian Fusion qui a Casalecchio. Cioè piatti cinesi e giapponesi e thailandesi. Altri ristoranti fusion potrebbero includere altro, tipo cucina coreana, non è chiaro. Di sicuro sono piatti asiatici. A me piacciono.

I ragazzi di Izumi sono ottime persone che lavorano lì dentro da un sacco di tempo. Forse ricordo male, ma sono piuttosto certo che all’inizio, quando duemila anni fa rilevarono l’attività della vecchia pizzeria, c’erano cuochi cinesi che facevano la pizza. Curioso. Col tempo sono passati al cibo cinese, per poi ampliare l’offerta con questa cosa fusion. Non mangio spesso cinese, anzi fusion, ma nel caso vado da loro. Al tempo non avevano un sito web, e ovviamente mi proposi di dare una mano. Alla fine si sono rivolti ad Italiaonline.

Non voglio entrare nel merito più dello stretto necessario, parlare male di Italiaonline è come sparare sulla Croce Rossa. È la stessa società delle Pagine Gialle, solo che anziché infilare il vostro numero in elenco, piazzano la vostra attività online. I loro siti costano uno sproposito, si parla di 150 eurini all’anno se il sito te lo fai te. Più IVA. Sembra poco ma non lo è. Se te lo fanno loro non ci sono prezzi fissi, immagino dipenda da quante pagine vuoi, da quante immagini stock debbano reperire, dai testi che devono scrivere. Di solito questi testi sono scritti strettamente e orribilmente in ottica SEO, cioè in modo tale che se su Google cerco ‘ristorante cinese bologna’ il tuo sito sia tra i primi nei risultati. Il che non è assolutamente una cosa brutta, tutt’altro. Il punto è che se per caso un visitatore ha la terza media, potrebbe chiedersi se chi ha scritto questi testi aveva intenzione di comunicare realmente qualcosa o solo di annacquare due concetti con tante tante parole che non portano nessun beneficio reale, sia alla redazione che alla comprensione. Faccio un esempio reale, cambiando il nome dell’azienda:

Questa AZIENDA di Bologna è un centro polivalente altamente professionale che da anni offre i propri servizi specialistici a chiunque si trovi ad aver bisogno dei suoi servizi. Il centro ha sede in via TalDeiTali a Bologna e, grazie all'esperienza di oltre 40 anni del dott. Tizio, è in grado di offrire diverse soluzioni all'avanguardia riguardanti la risoluzione del vostro problema a Bologna.

Wow. Grazie. Dove hai detto che è, a Bologna?

È chiaro, se cerco azienda bologna è facile che ti trovi, ma non mi stai comunicando niente di importante. Tante parole, ripetizioni inutili, e pochissimi contenuti di valore.

In ultima analisi, credo che rivolgersi ad Italiaonline possa andare bene per chi non ha idea che esistano dei professionisti che fanno questa cosa dei siti, freelance o agenzie, e che magari vuole semplicemente esserci, la presenza è importante. I siti realizzati da Italiaonline sono fatti con lo stampino, hanno una cinquantina di template preconfezionati e parzialmente modificabili, e a fondo pagina ci sono ben TRE link ai loro servizi. State spendendo 150 sacchi all’anno, e fate tre volte pubblicità alle Pagine Gialle. È buona norma ma non obbligatorio, a fondo pagina, inserire un link a chi ha realizzato il sito. Tre mi sembrano tanti.

Torniamo a Izumi. Il problema dei testi è quasi del tutto assente (alcune ripetizioni sono davvero fastidiose), si vede che qui qualcuno si è impegnato più del solito, anche se ci sono veri e propri errori di grammatica. Nulla che non si possa risolvere perdendo due minuti. I problemi, secondo me, sono altri. E non sono tecnici, il sito ha un codice abbastanza pulito, è veloce, non ha gravissimi problemi irrisolvibili. La cache non è gestita bene e potrebbe voler dire avere una pagina ancora più reattiva, appoggiarsi a un CDN aiuterebbe, così come utilizzare immagini a risoluzione corretta. Veniamo a noi.

Pagina menu, ci sono la bellezza di quattro link a quattro pdf diversi, per quattro menu diversi.

Scendendo ci sono immagini di alcuni piatti (alcune animate, altre no) ma che non portano da nessuna parte. Spesso non possiamo nemmeno ingrandirle per vedere da vicino i dettagli di quell'ottima tempura. Secondo me sarebbe più pratico per un visitatore che legge antipasti, e che vede la foto animata, vedere degli antipasti. Tutto mi fa supporre che dovrei essere in grado di farlo. Ancora meglio, un listino prezzi, due foto, non lo so. Invece non succede niente, bisogna aprire il pdf corretto a seconda che si voglia pranzare o cenare. C’è un menu completo, con tutti i piatti, ma è lo stesso pdf che viene stampato, quindi abbiamo la copertina come seconda pagina anziché per prima.

La scelta del carattere, inoltre, potrebbe essere rivalutata. Per risparmiare spazio, vista la quantità dei piatti proposti, viene utilizzata la variante condensata del nostro povero Futura, un carattere che amo particolarmente. Il Futura però è usato solo nelle voci del menu stampato e mai sul sito, dove il Barlow la fa da padrone. Purtroppo è un carattere che non funziona bene quando è troppo piccolo, impastandosi con lo sfondo. Il Maven utilizzato nelle intestazioni invece funziona piuttosto bene, ma non è utilizzato nel materiale stampato e nel menu con tutti i piatti in pdf, dove è presente un quarto carattere, lo stesso del logo. Negli altri menu, pranzo e cena, i caratteri cambiano di nuovo. Il mio consiglio è CONSISTENZA. Scegliamo due caratteri che si possano abbinare bene, e rimaniamo appiccicati a quelli, qualunque cosa succeda. Questo concetto di consistenza dovremmo poterlo utilizzare anche nell'organizzazione delle pagine. Ci sono molte informazioni che vengono ripetute in pagine diverse, si potrebbe condensare un po', rivedere la navigazione in generale.

Due parole sul logo: mi piace. L’ideogramma è ben disegnato, quei cerchi non so cosa siano ma ci stanno bene, mi ricordano un giardino di sabbia, presente? Il problema è quel carattere a metà strada tra il moderno e il futuristico, con forse l’intenzione di trasmettere eleganza, minimalismo, zen. Secondo me, però, l'impressione che potrebbe dare è di fredda tecnologia, con un sapore un po' anni 2000. Non esattamente elegante.

Inoltre i colori del logo e i colori del sito non sono gli stessi. Sul sito domina il bianco, ma c’è un grigio-blu importante, un giallo che ricorda l'oro utilizzato come colore di risalto, un rosso per i bottoni.. tanti colori e tutti un po' spenti, le immagini danno vita a queste pagine altrimenti un pochino tristi, troppa confusione per una scelta confusionaria.

Una nota: l’indirizzo mail a fondo pagina. Ci sono due cose che non vanno in quell’indirizzo, e la prima è che lo posso vedere. È un invito a farsi riempire di spam. La seconda cosa è che è un indirizzo hotmail, non è qualcosa tipo info@ristoranteizumi.com. Questo dettaglio mi comunica che il ristorante non ha un indirizzo associato al dominio, rendendo la cosa poco professionale. Per quanto ne posso sapere, quell’indirizzo potrebbe appartenere a mia cugina.

Il sito non è totalmente da buttare, ma l’esperienza generale da smartphone è frustrante. Un header estremamente invadente (due terzi dello schermo), un menu in una posizione non ottimale, allineamenti sfasati.

Su alcuni schermi piccoli potrebbero presentarsi comportamenti curiosi..

La voglia di uscire in fretta è molta, ed è un peccato. Fortunatamente, in ogni pagina c’è almeno un bottone per far partire la chiamata al ristorante.. ma serve davvero in così tanti posti?

Penultima cosa curiosa è che il posto è davvero bello, alcuni tavoli sono dietro a pannelli scorrevoli per una privacy fichetta che mi piace molto, c’è una bella vista sul fiume. Perché non vedo queste cose nel sito? Ci sono forse quattro foto del locale, ma non rendono per niente giustizia al ristorante. È un bel posto! Molte foto di piatti che non possono essere immediatamente ingrandite, e non sono certo che siano cucinati da Izumi (le stesse immagini appaiono su molti siti diversi), e poche foto del posto dove dovrei mangiare.

Ultimissima cosa, prima della mia propostina. Il ristorante ha due siti: https://www.izumirestaurant.it e https://www.ristoranteizumi.com, credo per due sedi. Qui ho esaminato il sito di Casalecchio, ma tutto mi fa supporre che il ristorante in via Emilia Ponente sia lo stesso, più o meno. Il logo è quello, ma la partita iva è diversa. Forse hanno due ristoranti, ad ogni modo i problemi che ho sottolineato per una sede sono circa gli stessi per l’altra: tanti menu in PDF, mail visibili e non aziendali, colori sbagliati. Non c’è nessun bisogno di avere due siti per la stessa attività, e quindi pagare un doppio abbonamento. Anzi, non bisognerebbe proprio pagarlo, un abbonamento. Paghiamo l'hosting, che per le necessità di Izumi potrebbe costarci una cinquantina di euri all'anno.

Attenzione: il modulo per prenotare un take-away, nel sito di via Emilia, è un comune modulo di contatto: non ci sono scelte multiple, bisogna scrivere cosa vogliamo ordinare, sperando di evitare errori (da una parte e dall’altra).

Ora, la mia modestissima proposta. I colori sono coerenti, su uno stesso tono. Se poi non piacciono i toni caldi, si cambia. Il testo è chiaro, leggibilissimo, moderno. Tutto il layout è pulito, c'è spazio per respirare, e credo sia importante che un potenziale cliente non si senta costretto in spazi angusti e pieni di cose ingombranti.

Ribadisco che è una bozza, ma credo possa funzionare meglio del sito che c'è adesso. C'è sicuramente margine di miglioramento, serve un menu di navigazione coerente e una galleria fotografica decente. E ovviamente un menu con i piatti, consultabile senza scaricare tre pdf diversi. Nel caso ci sentiamo.

sta roba è

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